Ob-servare

Prima ancora delle immagini, mi hanno affascinata le parole.
Ero una bambina atipica: trascorrevo i miei pomeriggi solitari a scrivere, a tre anni e mezzo ero già bravissima.
E così ho continuato a farlo sempre, quasi ininterrottamente. Ero nata per quello, mi dicevano.
Io non lo sapevo se era davvero così ma nel tempo ho affidato alle parole tutta la mia fantasia di bambina, la creatività visionaria da adolescente ribelle, la sensibilità da giovane donna.

Le parole mi sono diventate amiche, le ho addomesticate, mi sembrava una sottile forma di potere.
Crescendo, tra un aoristo e un dativo, ho capito che amavo sempre di più quello che stavo facendo. Poco importavano le eccezioni della quinta declinazione: la magia delle etimologie era la cosa più affascinante che mi fosse mai capitata. Possedevo l’origine delle parole ed era bellissimo.

Un giorno un uomo mi chiese la differenza tra “vedere” e “osservare”, io gli risposi con tutto il sarcasmo e la presunzione dei miei 16 anni. Lui mi sorrise e colse in me qualcosa di raro e luminoso, che forse nemmeno meritavo di avere.

Con tutta probabilità fu da quel giorno che smisi di vedere ed iniziai a guardare, salvare, custodire. Fu un uomo che sapeva usare le parole ad insegnarmi come si usassero gli occhi.
In greco, il verbo φαντάζω (fantazo), da cui derivano parole come “fantasma” e “fantasia”, significa “mostrare” ma anche “ingannare”.
È quello che mi illudo di fare, fotografando: catturare atmosfere sospese e attese in compiute, dettagli secondari e identità molteplici. Fantasie, suggestioni, inganni visivi ed emozionali.

Col tempo ho cambiato taglio di capelli e colore preferito, ho letto Sartre e girato l’Europa, ma non ho mai dimenticato ciò che quell’uomo mi aveva insegnato.
Ho iniziato ad adorare le immagini e a ricercare l’armonia anche nella casualità e nell’imperfezione.

Quando tra le mani mi sono ritrovata una macchina fotografica, ho solo continuato a fare ciò che avevo sempre fatto: ricercare la bellezza.
E continuare a credere che, sopra ogni altra cosa, sarà la Bellezza a salvare il mondo.

Potete leggere questo post anche su GraziaBlog.

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