PslA 2010

A me, la sola idea di scrivere qualcosa sul Natale, mi terrorizza.
Però ce l’ho fatta, ho raccolto le forze perché sapevo di essere in ottima compagnia.
E così l’edizione 2010 di “Post sotto l’albero, nata come sempre dalla mente geniale di Sir Squonk, contiene anche un mio contributo.
Io ve lo incollo di seguito e lo trovate a pag.164 ma voi leggeteli tutti, che sono bellissimi.

Congiunzioni.

“Caro Babbo Natale (io so che tu non esisti),
io non so se merito un regalo ma se lo merito
vorrei il Mio caro Diario e o Gira la moda
e anche o poi qualche altra cosa a tuo piacere.
Ora ti saluto. Ciao.
La tua cara
Giada”

Quando mia madre ha ritrovato questo foglio spiegazzato, qualche giorno fa, ha riso e me l’ha portato in camera.
«Guarda, sei sempre la stessa – mi ha detto – sei anni e già non credevi a nulla, neanche a Babbo Natale!»
Io ho sorriso e ho voluto bene alla bambina con la frangetta che ero. Non per le parentesi ma per le cancellature.
«Sono sempre la stessa – mi sono detta – sei anni e già ridimensionavo le aspettative.»
Io lo sapevo di essere stata studiosa, educata e diligente, sapevo che questo sedicente Babbo Natale quei regali poteva portarmeli, non sapevo però se li meritavo davvero.
Non sapevo se ero abbastanza.
Col tempo ho imparato a non accontentarmi ma ho continuato a non saper chiedere.
Col tempo mi sono sentita sempre troppo o troppo poco.
Le lacrime sono meritate, i sorrisi rubati.
E ho cominciato a dare tutta me stessa solo per sentirmi meritevole di ricevere.
Col tempo ho continuato ad adorare le bolle di sapone, che sono imprevedibili e cangianti come i rapporti umani, solo un po’ meno fragili.
Ho continuato ad amare negli altri ciò che io non ero e non sono, a collezionare delusioni e rincorrere storie sbagliate, a ricercare il dubbio, quasi a voler perdere per forza.
Per qualcuno è paura di essere felice, non so cosa sia per me.
So che io quella bambina con la frangetta vorrei abbracciarla e dirle di non cambiare le “e” in “o”, di imparare a chiedere agli altri come chiede a se stessa, di essere più leggera e meno spaventata.
Vorrei dirle di pretendere abbracci che ti tolgono il fiato e baci che schioccano quando meno te lo aspetti.
Vorrei dirle che l’amore esiste e fa male ma è bellissimo e incondizionato, fatto di attese estenuanti e carezze che in un istante solo ti ripagano di tutto.
Vorrei dirle che forse, da qualche parte, Babbo Natale esiste se solo trovi il coraggio di crederci.

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2 risposte a “PslA 2010

  1. Sai che mi ritrovo in buona (parecchia) parte di questo tuo post?
    🙂

  2. Simple ma sai che non l’avrei mai detto?

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