Crash.

Lui scrollò le spalle senza dire nulla, prese il secchiello e andò via da quei codini scuri.
La bambina lo rincorse, inciampando un po’ nella sabbia, lo guardò dritto negli occhi e, serissima, gli disse: “mi hai spezzato il cuore”.
Anche lui guardava, guardando chissà cosa o non guardando affatto, ma non guardava lei, le guardava attraverso, pensando chissà cosa o non pensando affatto.
Lei aveva i miei stessi capelli, un quinto dei miei anni e il triplo del mio coraggio.
Io non ti ho mai guardato negli occhi dicendoti che non so più rimettere insieme i pezzi, che ce n’è sempre qualcuno mancante, che basta così poco per rimandare tutto in frantumi.
Non ti ho mai guardato negli occhi dicendoti tutto, anche se tu lo sapevi. Ma non era abbastanza, non per me.
E se penso a cosa mi resta di te, ora, mi sembra di aver sprecato il tempo e tutte le parole, le migliori che io potessi avere.
Vorrei ricordarmi le prime parole che mi hai detto, ricordarle esattamente, lettera per lettera. Avrei voluto sezionarle e ricomporle, ricordarmi il modo in cui scandivi alcune sillabe e biascicavi su altre. Avrei voluto notare quanto fossero liquide le tue “erre” o aperte le tue “e”.
Vorrei l’esatta composizione dei tuoi periodi, comprese le pause e gli anacoluti.
Avrei voluto fare più attenzione quando mi abbracciavi, per ricordare minuziosamente il modo in cui le ci incastravamo e sapere se ti appoggiavo la testa sullo sterno o sulla clavicola. Contarti le vene sulle mani e misurare i tuoi battiti ogni minuto per sapere se fossero 80 o 81, perché c’è differenza.
Se penso a cosa mi resta di te, ora, posso solo risentire una canzone mille e più volte.
Posso solo dispiacermi di non averti ascoltato cantare a sufficienza e non averti toccato la gola per sentire quanto e come vibravano le tue corde vocali. Posso solo rimpiangere di non conoscere la musica e non capire come tu abbia inanellato le note una dietro l’altra quando invece avrei voluto essere il tuo pentagramma.  
Contenere ogni tuo accordo, prevedere ogni tuo sol, sentirmi addosso ogni tua pausa e dirti che mi hai spezzato il cuore, tra una minima e una semibreve.

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2 risposte a “

  1. Bello! SobIohrdanes

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