Giudizi sintetici a posteriori.

 

..sono giudizi in cui il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto,
aggiungendosi o sintetizzandosi a quest’ultimo in virtù dell’esperienza,
ovvero a posteriori: ad esempio «i corpi sono pesanti».

Abbagnano inizia a spiegarmi così la critica della ragion pura e tra una pagina e l’altra mi accorgo che forse avevo bisogno di crescere e sedimentare per imparare ad amare Kant.
Ed ora, a posteriori, riesco a valutare che non solo i corpi sono pesanti: tutto ha un peso, ma lo capisci solo dopo averlo sentito addosso.

Hanno un peso le carezze, le coperte rimboccate, le premure e i silenzi.
Hanno un peso le priorità e le rinunce, le improvvisazioni e le colazioni la mattina presto.
Hanno un peso le citazioni e gli scontrini conservati, sgualciti, dimenticati, ritrovati.
Hanno un peso gli schiaffi e lo hanno anche gli istinti. Le azioni e le reazioni.
Hanno un peso i ricordi e le colpe, i baci e le rincorse, ha un peso tutto ciò a cui ci ostiniamo a non voler dare peso.
Hanno un peso le parole, un peso tale da spazzare via tutto il resto, da cancellare l’intimità di condividere il sonno.
Ma tutto questo lo capisci dopo, tutto questo è erlebnis.

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