Dalla soffitta #1

Dalla soffitta #1

"Sono stanco". Ho scritto queste stesse parole in una poesia, oltre sei anni fa. Avevo sedici anni. Le ho scritte in un quaderno giallo che ora se ne sta stipato in chissà quale angolo della soffitta, con qualche foto di quando ero piccolo appiccicata alle pareti.

Di tanto in tanto, quando arrivo alla porta di casa, penso che sopra la mia testa c’è una parte di me e penso a quella poesia, che deve essere stata una delle prime messe su carta. Già, perché la nostra vita non è nient’altro che una lunga poesia potenziale che, sporadicamente, può trovare rifugio su di un pezzo di carta. E io, se ancora non ve l’avessi detto, ho cominciato presto a scrivere poesie. Forse è proprio per questo che sono così stanco, o perché non ho mai smesso. E forse è perché non ho mai smesso di scrivere che non riesco più a pensare che il tempo possa in qualche modo passare, e con esso tutte le cose di questo mondo. Oppure forse sono troppo pigro per pensare allo scorrere del tempo e mi accontento di qualche scampolo d’eternità.

Di tanto in tanto, quando arrivo alla porta di casa e sento il freddo delle chiavi nella tasca del cappotto, penso che sopra la mia testa c’è una parte di me, e penso a quella poesia che mi ricorda la mia adolescenza. Penso a quei sedici anni che non sono mai passati e che con ogni probabilità saranno per sempre la mia età reale. Allora avevo una bella calligrafia.

Sono finalmente sdraiato sul letto. Apro i-tunes e faccio partire Little Motel dei Modest Mouse. Ho gli occhi chiusi e penso che se c’è una cosa più difficile che conoscere se stessi è conoscere un’altra persona. Penso anche che sono stanco e che, nonostante tutto, non riesco a dormire.

In fede,

5555555555.

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14 risposte a “Dalla soffitta #1

  1. Di notte un ateo crede quasi in un Dio.

  2. ohi bellissima, ma la partenza?

    ge bacio

  3. @antoniosantoro: Eh, e poi il giorno dopo, però, si sveglia con un gran mal di testa…

    @gemilano: Ecco, questo post non è opera della vostra adorata occhidaorientale, ma del sottoscritto. Al momento la nostra eroina è in Marocco, impegnata con degli scavi. Tornerà fra qualche settimana. Nel frattempo, faremo di tutto per non farvi sentire troppo la mancanza della vostra blogger preferita.

    Con discrezione,
    5555555555.

  4. Ah ecco… pensavo avesso completamente delirato!!! 😀

  5. devo dire che io non mi sentirei all’altezza di scrivere su questo blog e di prendere il posto di giada!!…

  6. @mooooorbida: sembra tanto delirante?

    @albicocca85: cerchiamo di fare quel che si può. E la nostra è una supplenza…

    p.s. preciso che io ho solo raccolto un invito di giada.

  7. un saluto
    (ti sei scordata di meeeh! ç_ç)

  8. no vabbè ma non dicevo che tu non la sostituisci bene… ^__^

  9. c’è un problema: non riesci a dormire ma sei conscio della tua perenne adolescenza.

    uno di solito non riesce a dormire se si sente vecchio.

  10. con questo lungi da me dire che se non dormi è perchè ti senti vecchio 😀
    mi fraintendo da sola, immagino tu.

    ma magari ..troppi caffè?
    o pensieri che dovrebbero addormentarsi un’ora prima che lo faccia tu?

  11. @xEnGyx: ricordo a tutti che occhidaorientale è fuggita in Marocco…

    @albicocca85: 🙂

    @imnotweird: io, diciamo così, sono un adolescente cresciutello. Il problema non risiede, secondo me, nel caffè. Ma nei troppi pensieri. Ecco, troppi pensieri. Vizio professionale, diciamo così…hihi (ovviamente rispondo pensando di essere il protagonista del racconto). Manie di protagonismo, che vuoi farci…

  12. bonjour… sono all universita di kenitra… da queste tastiere scrause non riesco ad usare caratteri accentati…non e un computer ma una macchina da scrivere alimentata a criceti; puro delirio. Sto bene anche se mi abboffano di the…che e buonissimo ma mi fa fare troppa pipi…e i bagni di via marina rispetto a questi sono lindi. La casa in cui ci ospitano e fighissima ma l acqua calda e un problema… domani andremo a sbattere su una montagna.
    i miss you
    love
    jada

  13. Ed io che pensavo che i rapitori sapessero fare gli squilli con il suo cellulare.

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