Quanta gioia, quanti giorni, quanti sbagli. #2

Cliccò su OK senza troppa convinzione, sperando forse di essere altrove, nel futuro accademico.
Ma tutto risultava tanto oscuro e incerto, tanto confusionario e intricato, che quel messaggio di conferma parve risollevarla, come a dire “dai, almeno questa è andata”.
Quella cifra le sembrava così strana, tonda, pesante e oscillante insieme, una cifra di tempo un po’ perso e un po’ guadagnato, di corse che non sono mai abbastanza veloci, di pause troppo lunghe che non donano il ristoro sperato.

L’unica cosa che le tornava in mente, concentrandosi sul tempo ben speso, era Brera mozzafiato e il sentire di essere nata per un posto come quello.
Erano le ginocchia che cedono di fronte a un bozzetto di 
La città che sale, era il sorprendersi per ogni linea, ogni tratto deciso, ogni vettore rapido e colorato, era il desiderio di abbracciare quella tela.
Era il piacere di ritrovare
Piero e Mantegna e pensare che sì, erano proprio come li aveva sempre immaginati, con la tenerezza e la presunzione di chi conosce le cose che ama.
Il desiderio commovente di conservare quella passione, "perché senza, sarei un po’ meno io".
E le immagini si sovrapponevano, un polittico si confondeva con una Deposizione e le sensazioni le scuotevano le vene.
”E adesso vediamo il quadro che piace a Clara, il Bacio di…di…”
”Hayez!” aveva completato d’istinto.
Aveva avuto in risposta un sorriso dalla sincerità sconvolgente e si era fermata anche lei a guardarlo, quel quadro che non amava, concedendogli una seconda possibilità. Complice il silenzio, aveva avvertito un sospiro romantico, il fruscìo di una stoffa lucida e pesante, il palpito di una passione trattenuta e fugace.
Sorprendersi, era forse ciò che più amava.
Si era sorpresa di girare da sola, con tanta spontaneità e naturalezza, per strade ogni giorno più belle, riempirsi di buste, comprare una brioche al forno e attraversare Ripamonti di corsa.

Si era sorpresa di un mazzo di chiavi e un meraviglioso post-it lasciati sul tavolo mentre dormiva, di un’ospitalità genuina e disarmante, di quanto basti poco per ridere di gusto e sentirsi un po’ più a casa.

Si era sorpresa di un gelato che sembrava non finire mai e di un improbabile gusto al “cioccolato di Amsterdam”, buono però!
E aveva conosciuto occhi dolci e vocine buffe, una persona adorabile anche quando fa figuracce, straordinariamente semplice, pallida, tenera.
Aveva lasciato un drink troppo pesante ed era sopravvissuta ad una passeggiata ansiogena, riscaldata da una
giacca cedutale con raro savoir faire, da sms pieni di premura, da chiacchiere deliziose e sorrisi contagiosi, da persone così belle che ti conquistano all’istante.

Si era sorpresa di indimenticabili giri in motorino, di una città così illuminata e bella da sfondare lo stomaco. Di un abbraccio improvviso, così desiderato e atteso; di quanto possa essere buffo spingere un carrello e pesare delle verdure, divertirsi mentre si sale su una scaletta, per scegliere i patè più buoni, che senza non si arriva alla mensola giusta. E tirar fuori piano piano un po’ di quello che si è veramente e che, chissà perché, si nasconde senza volerlo.
Perché certe strette vorrebbero essere più decise, certe parole fluire più naturali, ma non sempre ci si riesce.
Non sempre si giunge a tradurre l’amore in parole e gesti per dire a qualcuno quanto veramente sia importante.

Aveva scoperto, ora ne aveva conferma, di quanto volare fosse incantevole.
Quando boccate di azzurro la invadevano o quando la prendeva un’ebbrezza marinettiana, nell’incredibile proiettarsi delle ombre sul mare e nelle luci serali che riempivano il panorama di ragnatele scintillanti, di fronte a tanta insopportabile bellezza sembrava che gli occhi stessero per sanguinare.
Era tutto ciò che quella giovane provinciale aveva sempre desiderato, estetica anestetica.

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15 risposte a “

  1. Dicono che parlare di se stessi in terza persona sia sintomo di disturbi della personalità. ._.”

  2. il cioccolato di amsterdaaaaaaaam

  3. A me piace parlare in terza persona, soprattutto raccontando di cazzate che ho fatto io per non passare per cogliona.

  4. No Giada, non preoccuparti, è solo sintomo di egocentrismo… nulla di preoccupante insomma..

    Bella la sensazione di “sorpresa” descritta davanti al “Bacio”… bella anche l’immaginifica introspezione del tuo startene li per coglierne cose nascoste… io riuscii a vederci i due stretti, con rumore di carrozze dietro l’angolo, il silenzio che li accoglie prima del bacio, la discrezione dipinta sul volto di lui grazie al cappello, il candore del colore della pelle di lei…

    Milano descritta così è disarmante, ma più di ogni altra cosa sono contenta che il tuo post demolisca completamente il binomio, quasi metafora… “milano, grigiore”.

    E’ pazzesco quanto i viaggi possano tirare fuori il meglio della scrittura di ognuno di noi.

    E se è vero che da una parte parlare di se in terza persona fa molto egocentrico è anche vero che con questo tuo narrare ci hai reso partecipe di uno spicchio di vita in maniera molto generosa…

    bello!

    ntl

  5. *_* !!! BELLISSIMO!!!! 😀

  6. Voglio assaggiare anch’io il cioccolato di Amsterdam, ma solo se è fondente 🙂

    Bellissimo scritto *.*

  7. RANMAZ: sììì cioccolato gelatoso!

    LAMAN: uahahahahahah, sei un genio! XD

    NTL: adoro i tuoi commenti…grazie, davvero. =)

    GUERNY: evviva! *_* sono contenta che ti sia piaciuto!

    MISS: uhm, credo che fosse fondente! XD graccie piccula, sempre generoserrima con me!

  8. nguèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè pure io volere vedere il bacio di hayez da vicino…. nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè (vabbè mo basta che vado in salotto e lo vedo!! :-P)

  9. ciao Giada! questo post è bellissimo… sei riuscita a trasmettermi tutte le sensazioni che hai descritto!!! da quanto tempo che non vado ad una mostra di quadri… è sempre un’emozione fortissima! ma ciò che è ancora più bello è sorprendersi di piccoli gesti che ci scaldano il cuore! un bacio
    p.s. il gelato mi ha fatto venire l’acquolina… -.-

  10. ALBICOCCA: suvvia, di che ti lamenti?? XD hai la tua bella stampa regalata pucciosamente dall’amorino!!

    SEMPLICEEBANALE: grazie infinite per il commento dolcissimo!! ^_^
    un bacio grande

  11. beh sono io: quello dell’abbraccio improvviso, e della scaletta per il patè.

    🙂
    ge

  12. Non a caso c’è il tuo link. :p

  13. Ti adoro anche solo per come sai inanellare parole così garbatamente, facendole straripare di entusiasmo vissuto. Ora mi pare di pensare a milano non solo come città della nebbia!
    P.S. però non esagerare con le citazioni baustelliane, ghghgh!

  14. ma tu guarda che vengo a scoprire che hai riaperto il blog dopo 4 mesi dal tuo primo post?!?!? mah!?
    Baci…

  15. ALBOLO: non dire così che mi emossiono! *_*
    (i baustelle sono una droga!!)

    MFP85: meglio tardi che mai! XD bentrovato!

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